cosimo schinaiaDopo la specializzazione in Psichiatria, presso la facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Pavia, ho lavorato come psichiatra presso i Servizi di Salute Mentale di Sanremo, Finale Ligure, Genova (Zona Marassi – San Fruttouso) e presso il Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura dell’Ospedale Sacco di Milano. Nel 1990 sono diventato primario e successivamente direttore dell’ospedale psichiatrico di Cogoleto (Ge), quindi direttore delle strutture residenziali di Quarto (Ge) e, infine, primario direttore del Dipartimento di Salute Mentale di Genova Centro. Il lavoro istituzionale è terminato nel 2011 e ora lavoro privatamente presso il mio studio di Genova.
Nel 1984 ho cominciato la mia analisi di training con Gilda De Simone, che si è conclusa nel 1990. Ho avuto come supervisori Carla Preve, Roberto Speziale Bagliacca e Dario De Martis. In contemporanea e successivamente al training istituzionale ho partecipato a Genova a un gruppo di Infant Observation condotto da Mauro Morra e a gruppi di supervisione clinica condotti stabilmente da Lina Generali Clemens e sporadicamente da Elisabeth Bott Spillius, John Steiner, Eric Brenman e Irma Brenman Pick; a Venezia ho partecipato a un gruppo sulle psicosi condotto da Salomon Resnik, a Milano a un gruppo sulle patologie gravi condotto da Fausto Petrella e a Novara a seminari clinici condotti da Donald Meltzer. Mi sono associato nel 1996. Sono diventato membro ordinario nel 2002, ed ho assuunto le funzioni di Training nel 2013.
Ho partecipato a diversi congressi psichiatrici e psicoanalitici in Italia e all’estero.
Nel 1997 ho pubblicato Dal Manicomio alla Città. L’”altro presepe” di Cogoleto. (Laterza, Roma-Bari) con la prefazione di Fausto Petrella. Il libro racconta dello sguardo di uno psicoanalista che lavora in ospedale psichiatrico sulle vicende umane e istituzionali che punteggiano la vita all’interno di un manicomio in via di superamento.
Nel 1998 ho pubblicato Il cantiere delle idee (La Clessidra), dove dialogo con lo scrittore Edoardo Sanguineti, con il fotografo Giorgio Bergami e con lo psicoanalista e psichiatra Carmelo Conforto su gli aspetti salienti della chiusura dell’Ospedale Psichiatrico, di cui sono stato direttore.
Nel 2001 è uscito il libro Altri sguardi (T-scrivo, Roma) con le fotografie di Uliano Lucas e un mio testo introduttivo, che descrive le fasi successive alla chiusura degli Ospedali Psichiatrici.
Molte mie pubblicazioni hanno riguardato il lavoro svolto da uno psicoanalista nelle istituzioni della psichiatria pubblica e danno il senso delle mie due identità, psichiatrica e psicoanalitica, tra loro intrecciate. Una riflessione sullo specifico della relazione analitica è cominciata con il lavoro presentato nel congresso IPSO di San Francisco del 1995, dal titolo: “The Mistake in Analytic Supervision. Patient, Candidate and Supervisor in the Field”. Il lavoro è poi stato pubblicato con il titolo: “L'errore e l'errare. Paziente, candidato e supervisore in campo”, Rivista di Psicoanalisi, XLIII, 1: 77-88, 1997. Il candidato analista riflette sul senso e sulle implicazioni difensive dell’errore all’interno della relazione analista in formazione/paziente e della relazione allievo/supervisore. L’errore può diventare opportunità di arricchimento della comprensione oppure apripista dell’impasse terapeutica a seconda delle qualità di contenimento presenti nel campo delle relazioni paziente-candidato-supervisore. Un lavoro che entra nello specifico del setting analitico è stato da me presentato nel 2002 al congresso nazionale SPI di Trieste con il titolo “Sul numero delle sedute settimanali. Passare da tre a quattro”, pubblicato in G. Berti Ceroni (a cura di) Come cura la psicoanalisi?, pp. 314-328, FrancoAngeli, Milano, 2005. In questo scritto ho evidenziato le peculiarità transferali e controtransferali nel passaggio da tre a quattro sedute settimanali nell’analisi di un paziente con intense angosce paranoidi. Le mie riflessioni teorico-tecniche trovano un’ ulteriore possibilità di essere evidenziate nello scritto: “Tra continuità e discontinuità. Intrecci del moderno e del postmoderno in psicoanalisi”, Psicoterapia e Scienze Umane, XL, 2: 165-180, 2006. Tra le posizioni conservatrici, che sostengono l’immutabilità o, al massimo, la facile adattabilità delle categorie psicoanalitiche anche quando sono avvenuti importanti modificazioni socio-culturali e quelle, per così dire, rivoluzionarie, che sostengono una sorta di ateoreticità, in nome della ricerca di narrazioni singolari, uniche, costruite dalla coppia analitica e non generalizzabili, propongo una terza via, per cui prima di decostruire, bisogna costruire, facendo riferimento a modelli teorici noti, che ovviamente non vanno né assolutizzati, né feticizzati, ma dialettizzati. Altro filone di interesse scientifico è costituito dallo studio delle perversioni e specificamente delle pedofilie e dei transessualismi. I suoi ultimi studi spaziano tra la psicoanalisi e l'architettura. Ho collaborato negli anni con la rivista Psiche. Ho tenuto dal 1996 ad oggi per molti anni seminari teorico-clinici all’interno del programma di serate scientifiche del Centro Psicoanalitico di Genova, Sono stato invitato per tenere seminari presso i Centri Psicoanalitici di Padova, Bologna, Firenze presso i due Centri romani e il Centro di Milano. Nonché a Madrid, New York, Londra e Buenos Aires. Inoltre per diversi anni ho organizzato a Genova, all’interno delle attività del Centro di Psicoanalisi, presentazioni di libri scritti da psicoanalisti SPI e incontri di psicoanalisti con esperti di altre branche del sapere. 

Dal 1996 al 2002 sono stato direttore della rivista di psichiatria “La Via del Sale”.

Dal 2001 al 2008 sono stato redattore della rivista della SPI Psiche. 

Dal 1998 al 2002 sono stato segretario della Commissione Nazionale Intercentri della Società Psicoanalitica Italiana. Dal 2001 al 2004 ho fatto parte della Commissione Stampa della SPI.

Dal 2000 al 2005 sono stato membro della commissione Outreach dell’International Psychoanalytical Association (sezione europea, segretario prima Ian Dalewijk, poi Franziska Ylander), di cui a Madrid nel 2001 sono stato eletto vicesegretario. Dal 2001 al 2007 sono stato indicato dalla SPI quale membro del Working Party Interface della Federazione Europea di Psicoanalisi (presidente Shmuel Erlich). Nel 2007 ho fatto parte della Commissione Esteri della SPI.

Nel 2001 sono stato nominato membro della commissione nazionale “Psicoanalisi e Istituzioni di Cura”  della SPI presieduta da Giuseppe Berti Ceroni.
Per alcuni anni ho fatto parte del working party della FEP sui metodi di comparazione clinica condotto da Olivier Bonnard.
Sono stato per molti anni lettore per la Rivista di Psicoanalisi e referee per la rivista Psicoterapia e Scienze Umane.

Nel 2012 sono stato nominato segretario della Commissione Emendamenti della SPI.

Dal 2016 faccio parte del Comitato di Training della sezione milanese dell’Istituto di training della SPI.

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